Perché si è passati da un mercato client driven a uno scenario sempre più candidate driven: l’ideale per concentrarsi sullo sviluppo della carriera professionale.
Perché si è passati da un mercato client driven a uno scenario sempre più candidate driven: l’ideale per concentrarsi sullo sviluppo della carriera professionale.
Uno studio sui dati Eurostat – i primi disponibili dopo la pandemia – rivela che l’Italia è penultima tra i Paesi UE per gli Obiettivi dell’Agenda 2030 in materia di lavoro, disuguaglianze, pace, giustizia e istituzioni solide. L’Italia è sotto la media UE anche per contrasto alla povertà, istruzione, acqua, imprese e infrastrutture, territori, cooperazione. Positiva la situazione relativa ai Goal sull’agricoltura e sul consumo e la produzione responsabili.
Ibrida e sincrona, focalizzata sulle competenze soft con un ritorno alla cura delle hard skill; emergenti le e-skill accanto alle green secondo l’ultima survey Cegos. Interesse per i servizi in outsourcing, specie per il reperimento di fondi.
Evitando di programmare l’imponderabile, un manager identifica alcuni trend significativi – non previsioni – che guideranno il suo ruolo e la pianificazione nel corso di quest’anno caratterizzato dalla continua imprevedibilità degli eventi sociali ed economici globali.
Secondo la Millennial and GenZ survey di Deloitte, i ragazzi italiani sono più sensibili della media globale al cambiamento climatico. Lavoro e carovita le altre due grandi preoccupazioni.
La CCIAA di Bologna ha pubblicato il bando 2022 per agevolare investimenti in formazione e tecnologie digitali nelle PMI.
Il tanto atteso strumento che permette alle imprese di investire sulle competenze dei lavoratori, destinando parte dell’orario alla formazione, potrebbe vedere la luce nelle prossime settimane con alcune novità che dovrebbero garantire una maggiore qualità dei percorsi formativi e, di conseguenza, una maggiore efficacia degli interventi.
Una ricerca analizza le preoccupazioni che ruotano intorno alla carenza di talenti nell’ambito della sicurezza informatica, al recruitment, alla diversity e alla consapevolezza su questa importante tematica. Per quanto riguarda l’Italia, il 50% dei leader aziendali coinvolti ha espresso preoccupazione per i rischi aggiuntivi che devono affrontare a causa del deficit di competenze all’interno della propria organizzazione.
Solo il 6% delle aziende utilizza, accede e condivide i propri dati in modo tale da ottenere tutti i vantaggi di business offerti da una solida data strategy.