Le risposte al lockdown, la nuova narrazione, le nuove dinamiche di relazione e vendita: la reazione delle piccole realtà d’eccellenza all’emergenza coronavirus nella ricerca #RestartItalia realizzata dalla community Wwworkers.it con tree.
Le risposte al lockdown, la nuova narrazione, le nuove dinamiche di relazione e vendita: la reazione delle piccole realtà d’eccellenza all’emergenza coronavirus nella ricerca #RestartItalia realizzata dalla community Wwworkers.it con tree.
L’estate è finita e Marco e Gianni sono tornati dalle ferie. Nonostante la vacanza alle Maldive, Marco non è riuscito a dimenticare l’argomento documentazione tecnica e single source publishing.
Avere un collaboratore di grande talento nel proprio team è il sogno di tutti i manager, ma richiede doti di leadership non comuni.
Alla prova del lockdown, una impresa su quattro è arrivata – almeno in parte – preparata: il 24,6% delle imprese italiane, infatti, ha investito nell’adozione di sistemi di smart working per innovare il proprio modello organizzativo aziendale tra il 2015 al 2019.
Coordinamento, comunicazione, umiltà e diversity ecco le quattro competenze chiave per far funzionare i team in un futuro “remote working” centrico. Da call a orari fissi per trasmettere sicurezza a meeting virtuali e mail brevi per mantenere una soglia dell’attenzione ormai crollata dell’80%.
Spesso in azienda si fa l’errore di abbandonare il vero valore dell’attività documentale, ovvero la creazione di contenuti originali di qualità, per dedicarsi al processo di produzione di documenti finalizzato a soddisfare le richieste settimanali legate alla consegna delle commesse evase – per poi dimenticare i documenti prodotti, salvo recuperarli nel caso in cui le informazioni contenute risultino rilevanti per una nuova commessa.
Al 29 aprile 2020, complessivamente risultano 1.827.792 lavoratori attivi in modalità smart working; di questi, ben 1.606.617 sono stati attivati a seguito delle norme sull’emergenza epidemiologica.
Durante il lockdown è cresciuta dell’11% la quota di tempo dedicato dagli italiani agli strumenti digitali legati a comunicazione, social media e streaming. La crescita più forte è stata quella dei Baby Boomers (+16%). Inoltre, analizzando il tempo speso online, le generazioni hanno espresso una crescita di interesse in ambiti diversi: più Fitness per la Generazione Z, più spesa online e servizi legati alla PA per i consumatori più maturi.
La digitalizzazione è spesso equiparata alla robotica e all’intelligenza artificiale e molti dipendenti sono sempre più preoccupati che in futuro non avranno più un ruolo nei processi di produzione. L’uomo tuttavia continuerà a svolgere un ruolo importante nell’industria.